IL SENSO DI UN FESTIVAL

IL SENSO DI UN FESTIVAL
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In occasione della premiazione del ventiseiesimo FCAAAL abbiamo intervistato Alessandra Speciale, co-direttrice insieme ad Annamaria Gallone, per fare il punto su come è cambiata la manifestazione e sul valore di una cinematografia altrimenti poco raggiungibile dal pubblico italiano


Sono ormai 26 anni che Il Festival cinema Africano Asia e America Latina porta a Milano il cinema d'autore proveniente da questi tre continenti.

Alessandra Speciale, co-direttrice del festival insieme a Annamaria Gallone e presidentessa del Milano Film Network, tira le somme di questa lunga esperienza.

I cambiamenti, in positivo e in negativo, gli obiettivi della manifestazione e il rapporto con il pubblico.

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LA FORZA DELLE PAROLE

LA FORZA DELLE PAROLE

Un viaggio dentro e fuori dal carcere, Dustur (Costituzione) di Marco Santarelli in concorso Extr'A racconta la speranza e l'illusione di chi continua a sognare un mondo migliore. Il regista ci parla del suo ultimo lavoro girato dentro alla Dozza di Bologna e dell'esperienza con i detenuti

In arabo Dustur vuol dire costituzione. Quella dei paesi islamici come quella italiana, o anche la bozza di diritti e doveri stesa dei detenuti della Dozza, il carcere di Bologna, nell'ambito di una serie di incontri voluti dal volontario Fra Ignazio e mirati proprio a comparare le costituzioni di Marocco, Tunisia ed Egitto con quella italiana. A riprendere questi incontri c’è Marco Santarelli, regista romano che alla Dozza aveva già girato milleunanotte e che con il suo Dustur è appena stato in concorso al parigino Cinéma du réel.

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IL RICHIAMO DELLA STRADA

IL RICHIAMO DELLA STRADA

Nel Concorso Finestre sul Mondo, La Delgada Linea Amarilla, road movie del messicano Celso R. Garcia. Protagonista Don Toño, un anziano tuttofare assoldato da un amico di vecchia data per sistemare la strada che taglia a metà il deserto messicano

Un guardiano rimpiazzato da un cane, un ragazzo innamorato, un ladro sensibile, un camionista quasi cieco e un ex assistente di un circo. Cinque uomini solitari in fila lungo una strada desolata del Messico per tracciare la striscia di demarcazione che separa le corsie della carreggiata. 217 kilometri sotto il sole cocente per guadagnare qualche pesos per poter tirare avanti.
La trama è semplice e lineare come la lingua d’asfalto che raggiunge l’orizzonte, ma al di là dei miraggi si nascondono insidie e pericoli.

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RITRATTO DI UNA SIRENA

RITRATTO DI UNA SIRENA

L’attrice italo-filippina Alessandra De Rossi si racconta durante l’Ora del Tè al Film Center del festival. Parla delle sue origini italiane, dei suoi film, dei suoi sogni passati e futuri. Giurata del FCAAAL, è anche protagonista di Scarecrow, presentato sabato pomeriggio fuori concorso

 Forse non lo è diventata, ma il più grande sogno da bambina di Alessandra Schiavone (in arte De Rossi perché è più semplice da scrivere e pronunciare nelle Filippine) è stato quello di essere una sirena. Forse da quando sua mamma nel 1984 si innamorò del film Splash e comunicò alla figlia in grembo la sua passione per le acque del mare. Figlia di un navigatore italiano, vive a Lecce i primi cinque anni di vita (si sente sempre pugliese nel cuore), per trasferirsi a Ciampino per altri due, e infine spostarsi definitivamente nelle Filippine.

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