Stefano Paradiso

Roma, Italia | 1969

Stefano Paradiso nasce a Roma nel 1969. È membro fondatore e componente del direttivo del CCS Collettivo Chiaroscuro.

Dopo cinque anni di studi presso la Scuola di Cinematografia e Televisione R. Rossellini, si diploma in Fotografia nel 1988. Ancora giovanissimo partecipa al 5° European Steadicam Stage diretto da Garrett Brown e Nicola Pecorini.

Inizia la propria carriera come operatore di macchina in RAI, realizzando numerosi documentari e reportage, tra cui un servizio sulla guerra in Somalia. Dopo una lunga esperienza con la Steadicam, entra stabilmente nel mondo del cinema nel 1997 come operatore di macchina. Nel 1999 partecipa a I cento passi di Marco Tullio Giordana, avviando una carriera che lo porterà a collaborare con importanti registi italiani, francesi e statunitensi.

Nel 2001 si trasferisce in Francia. Due anni più tardi firma la fotografia della popolare serie televisiva francese La vie devant nous, iniziando il suo percorso come Direttore della Fotografia. Nel 2005 realizza in Italia il suo primo lungometraggio da direttore della fotografia, Family Game di Alfredo Arciero, girato in pellicola.

Negli anni successivi lavora tra cinema e televisione collaborando, tra gli altri, con la regista marocchina Narjiss Nejar e con Claire Devers, con la quale realizza due film, tra cui Pauvre Georges (2016), coproduzione Francia-Belgio-Canada.

Nel 2016 frequenta in Francia il primo corso dedicato al sistema ARRI Trinity, diventando successivamente Certified Trainer per la ARRI Academy. Nel 2017 rientra stabilmente in Italia, dove affianca all’attività cinematografica la realizzazione di documentari d’autore.

Dal film Governance (2020) nasce la collaborazione con il regista franco-italiano Michael Zampino, con il quale prosegue un percorso artistico culminato nel lungometraggio Laghat, presentato al Torino Film Festival. Parallelamente collabora con giovani autori come Sebastiano Facco e Mattia Temponi, firmando la fotografia di opere quali Dante, Il Fuorilegge ed El Nido.

Alla carriera cinematografica affianca una ricerca personale nell’ambito della fotografia Fine Art. Le sue opere hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e sono state esposte in gallerie e spazi espositivi europei.

Nel 2025 cura la fotografia di Laghat di Michael Zampino, presentato al Torino Film Festival, e del lungometraggio sloveno Tartuferies del regista Igor Šterk, tra le figure più autorevoli del cinema sloveno contemporaneo.