IL SENSO DI UN FESTIVAL

IL SENSO DI UN FESTIVAL
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In occasione della premiazione del ventiseiesimo FCAAAL abbiamo intervistato Alessandra Speciale, co-direttrice insieme ad Annamaria Gallone, per fare il punto su come è cambiata la manifestazione e sul valore di una cinematografia altrimenti poco raggiungibile dal pubblico italiano


Sono ormai 26 anni che Il Festival cinema Africano Asia e America Latina porta a Milano il cinema d'autore proveniente da questi tre continenti.

Alessandra Speciale, co-direttrice del festival insieme a Annamaria Gallone e presidentessa del Milano Film Network, tira le somme di questa lunga esperienza.

I cambiamenti, in positivo e in negativo, gli obiettivi della manifestazione e il rapporto con il pubblico.

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LA CITTÀ DEL RITORNO <br>ALLA NATURA

LA CITTÀ DEL RITORNO
ALLA NATURA

«L’acqua è l’inizio, il fuoco è la fine».  Sobre la Marxa di Jordi Morató, in Concorso, mette a nudo il rapporto drammatico tra l’uomo e l'imperativo della civilizzazione

Un racconto fra documentario e fiction, dove la realtà si interseca con la fantasia. Il giovane regista Jordi Morató si è fatto portavoce della storia di Garrell, alias Josep Pujiula, eccentrico personaggio che «ha costruito un’intera città dove nessuno vive», a pochi passi dal piccolo centro urbano di Argelaguer, in Catalogna. 

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LIBERARE L'ENERGIA <br> DELLE IMMAGINI

LIBERARE L'ENERGIA
DELLE IMMAGINI

Il lavoro sulla luce, la camera oscura, l’incisione: Giulio Bursi di Atelier Impopulaire racconta come nelle mani di Peter Tscherkassky ed Eve Heller la pellicola riprenda vita 

Nel 2012 Pia Bolognesi e Giulio Bursi danno vita ad Atelier Impopulaire, un progetto artistico curatoriale di collaborazione con autori e artisti, che si propone di indagare l’identità dell’immagine a partire dall’uso che i media tradizionali e sperimentali fanno di essa. Il bacino di tale ricerca non si limita al mondo delle immagini e del video ma comprende anche opere site-specific (specifiche di un sito), performance, testi teorici sui quali riflettere per giungere alla presentazione al pubblico attraverso mostre, seminari, workshop e retrospettive. 

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TOMMASO PINCIO: IL REGISTA <br>È UN PICCOLO CAPO DI STATO

TOMMASO PINCIO: IL REGISTA
È UN PICCOLO CAPO DI STATO

Il giurato del Concorso Internazionale ci parla del rapporto tra letteratura e settima arte: «La lettura di un romanzo produce in noi sensazioni astratte, ma due spettatori nello stesso cinema non vedono le stesse immagini»

Perché gli hanno chiesto di fare il giurato? La domanda suscita la prima di una lunga serie di risate di Tommaso Pincio, «scrittore e pittore mancato» (nella foto, una sua opera che ritrae PierPaolo Pasolini). «Sono stato contattato da Cristina Piccino (tra i curatori di Filmmaker, ndr) e ho accettato volentieri per due ragioni» spiega. «La prima perché conosco Filmmaker e penso che sia una delle realtà più interessanti tra le manifestazioni dedicate al cinema in Italia».

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